lunedì 29 agosto 2011

UNA PROPOSTA PER SCALEA

riceviamo, apprezziamo e pubblichiamo (ndr)

di Sandro Campilongo (*)

"Le strade della vita mi hanno indotto a sviluppare altrove la mia professione di avvocato, mai io sono sempre un figlio di Scalea, e questo è il motivo per il quale mi permetto di rivolgere questa mia proposta a coloro che considero ancora – e sempre considererò - miei concittadini".

Sono ben cosciente del fatto che il cognome che porto non mi consente di esibire una patente di terzietà nelle questioni politiche locali, ma credo che la sostanza di quel che andrò a dire prescinde dal merito della attuale dialettica in seno al Consiglio comunale.

La mia analisi - operata anche quale docente di contabilità degli enti locali – parte dalla constatazione di quanto crescente sia la distanza tra il rafforzato ruolo istituzionale dei Comuni da un lato e la loro strutturale mancanza di risorse, umane prima ancora che finanziarie, dall’altro.

Una parte della diffusa inadeguatezza delle amministrazioni comunali a fronteggiare le problematiche croniche del territorio ma anche le nuove criticità sociali deriva, a mio giudizio, dal fatto che la vita politica dei Comuni – salvo, in parte, quelli più grandi – ha seguito una accentuata deriva a-partitica.

Ciò ha condotto, in primo luogo, al proliferare di liste civiche caratterizzate dalla mancanza di un comune riferimento ideale.

Qualsiasi aggregazione vinca le elezioni, in queste condizioni, è destinata a governare prescindendo dalle tradizionali forme di raccordo con la base elettorale, sia in termini di elaborazione di progetti che di assoggettamento alla fisiologica revisione collettiva del proprio operato, con la conseguente indifferenza rispetto alle inevitabili istanze di correzione dello stesso.

La mancanza di osmosi con il corpo elettorale pregiudica non solo la qualità dell’amministrazione, ma anche la coesione delle maggioranze che la esprimono. Infatti, quando un gruppo di persone non è cementato da un comune ideale, o dalla appartenenza ad un gruppo organizzato, l’unione dura solo fin quando permane una comunione di interessi, per non dire di personali convenienze.

Questo trend è assai comune, e per rendersene conto basta scorgere – ad ogni tornata elettorale – i nominativi delle innumerevoli liste civiche per prendersi conto della stravagante originalità di talune denominazioni, ma anche della insospettabile somiglianza di alcuni concetti-base.

I termini “domani”, “futuro”, “libertà o libera”, “insieme”, affiancati il più delle volte al nome del Comune, tentano di intercettare un diffuso senso di sconcerto nell’elettorato, diffondendo un messaggio di unione e di proiezione verso un miglioramento rispetto all’oggi o all’ieri (rappresentato tendenzialmente da una precedente amministrazione).

Purtroppo, dietro sigle più o meno ripetitive si collocano quasi sempre consorterie che si coagulano attorno, o meglio ai piedi, di una personalità dominante, ovvero gruppi di potere che preferiscono operare all’ombra di una persona politicamente debole o quanto meno personalmente innocua, quando non anche sconosciuta ai più.

E’ evidente che la natura auto-referenziale della prima modalità ed oligarchica della seconda fanno sì che questi processi di selezione della classe dirigente non siano mediati della base, il che ne mina la natura democratica.

La cittadinanza si trova a dover scegliere tra candidati sindaci che da un punto di vista politico non rispondono alle esigenze del vivere civile, talvolta neppure scelgono le persone da candidare, quasi sempre redigono programmi che non rispettano e che, in certi casi, si ritrovano Sindaci senza aver mai maturato alcuna esperienza tra la gente che sono chiamati ad amministrare. Qualunque scelta si faccia nella cabina elettorale diventa così una scommessa perché – difettando una struttura politica che sorregga questa o quella lista – una volta eletti gli amministratori locali sono svincolati da qualsiasi forma di giudizio intermedio.

Peraltro, se anche il giudizio della comunità al termine del mandato fosse negativo, nulla impedirebbe agli stessi gruppi di potere di ricandidarsi, magari con le stesse persone ai vertici, e ciò senza alcun coinvolgimento della base elettorale.

Lo stesso deficit di democraticità si riscontra in corso di mandato, per cui se un cittadino intende discutere di singole scelte politiche non ha un luogo deputato a tale scopo, ed è perciò costretto a telefonare ad una radio o a scrivere ad un giornale o ad un sito Internet, o più spesso a tacere per quieto vivere.

Poiché il problema della ricostruzione del sistema dei partiti e forse anche delle elaborazioni ideologiche trascende l’ambito locale, non ci si può attendere una rapida soluzione dall’alto di tale inefficienza della offerta politica. Per lo stesso motivo, è sempre più avvertito il bisogno di conferire una legittimazione popolare ai candidati attraverso il meccanismo delle primarie, e lo stesso sistema potrebbe essere proposto anche in sede locale.

Al fine di concorrere su basi condivise, gli aspiranti candidati alle primarie dovrebbero previamente inquadrarsi in una formazione unitaria, che potrebbe esprimersi come associazione politico-culturale, finalizzata in una fase iniziale ad elaborare un programma per le successive elezioni ed a sostenere una lista di persone scelte dalla base degli iscritti, ed in una fase successiva a svolgere funzioni di pungolo e di controllo.

La rappresentatività dei candidati sarebbe incrementale rispetto al numero degli iscritti, per cui il compito iniziale dell’associazione sarebbe quello del coinvolgimento di quante più persone possibile, dell’ascolto delle esigenze, della analisi dei problemi e della elaborazioni delle possibili soluzioni.

I candidati alle primarie si farebbero interpreti di un conseguente programma sintetico (non più di cinque-sei iniziative qualificanti) e si impegnerebbero, in caso di mancata designazione, ad appoggiare il prescelto con la loro candidatura diretta nella lista.

Anche il secondo in lista – in tale contesto – non sarebbe scelto dall’alto quale utile servitore del Sindaco, ma sarebbe investito da una autonoma dignità conferitagli dagli associati.

L’associazione potrebbe, nella sua autonomia decisionale, riservarsi di tenere liberi dei posti per candidature indipendenti o dell’ultimo minuto.

Dopo le elezioni, la associazione continuerebbe ad essere presidio di democraticità nel rapporto con l’elettorato, sia nell’augurabile ipotesi di verifica della conformità dell’operato dell’amministrazione con il programma elettorale che nel caso di esercizio delle attività di contro-proposta che sono auspicabili in una opposizione costruttiva.

Qui termina la mia personale analisi, per cui passo alla proposta.

I consiglieri comunali che non si riconoscono in alcun partito e tutte le persone di Scalea che sono interessate alla cosa pubblica potrebbero - a mio giudizio - promuovere la creazione di uno o più laboratori di iniziativa politica e territoriale, sulla base di statuti associativi che scriverebbero a più mani, nei quali potrebbero individuare le basi programmatiche e le ispirazioni ideali della loro proposta.

Nell’ultimo anno che precede le elezioni ciascuna associazione potrebbe dar vita alle primarie per scegliere il proprio candidato sindaco sulla base di programmi alternativi (ma non troppo, visto che sarebbero il frutto di una analisi comune dei problemi).

I candidati a sindaco che ne uscirebbero avrebbero finalmente una legittimazione popolare ed una conoscenza approfondita dei problemi, interrompendo la tendenza alla improvvisazione ed all’eccessivo individualismo che sinora ha caratterizzato in negativo le proposte politiche locali.

Augurandomi di non aver tediato nessuno, mi rendo disponibile a collaborare con le persone di buona volontà che abbiano a cuore il futuro della mia Scalea.

(*) Avvocato in Roma; Docente presso la LUMSA - Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma; Segretario della Commissione VIA – Valutazione Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente; Insegnante di diritto del lavoro nei corsi di formazione IPSOA.

24 commenti:

  1. è arrivato natu prufissur
    troppi titoli monsignor, signor, avvocato, dottor, ingegner, ecc ecc
    ci mancava

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  2. E con questo abbiamo davvero toccato il fondo... Ci mancava un altro filosofo! Il grande Mauro per riprendersi a fatto scrivere il fratellone!! Non li facciamo arrabbiare se no chiamano il papà....

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  3. minchia chi sit, unj... non pò scriv nu poc ca subit attaccat ! Il discorso di Sandro rispecchia la verità e io lo condivido ! perchè non analizzarlo ?
    ciao

    Giuseppe G.

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  4. sono d'accordo co Giuseppe G. e non perchè è amico mio ma perchè non siamo sotto dittatura, ognuno può e deve partecipare alla "cosa pubblica" per il bene di tutti era quello che affermava anche l'attuale Sindaco Basile durante le arringhe elettorali :"tutti saranno chiamati per rendere Scalea migliore" e allora perchè non far tesoro di consigli validi?

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  5. finalmente qualcuno che ragiona. finalmente una proposta seria e democratica.

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  6. chiedo scusa per i titoli, ma nasconderli non avrebbe migliorato la proposta. spero che sia quest'ultima ad essere valutata, e non la mia persona, nè mio fratello che non ha l'abitudine di nascondersi dietro ad altri per dire quello che pensa.
    p.s. se intervenisse mio padre si firmerebbe, perchè lui non ha motivi di vergognarsi del proprio nome.
    sandro campilongo

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  7. almeno la lettera dell'avvocato è scritta in italiano, con le "h" davanti alle "a". andate avanti, non se ne può piu' di questi ignoranti che pensano solo ai fatti loro e non al bene del Paese.

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  8. e il "caro" Sandro C. ha iniziato a buttare le fondamenta per un futuro quadro politico a Scalea. Bravo bravo, ma tu fino ad ora non hai sfruttato tutto quello che dici per arrivare dove sei? Di calci in culo e leccatine vari quante n'è hai fatte? Povero professore che ormai neanche a Roma riesce a stare sereno!!!

    Uno con cognizione di causa.

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  9. io approvo la proposta e se si fara la associazione partecipero.

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  10. Sandro, sono fiero di te. E sono certo che tutta Scalea lo è perchè porti dentro di Te il nome di Scalea, i valori puri, l'onestà del tuo cognome incisa nel nostro DNA. Io sono ovviamente d'accordo con la proposta perchè tutti si chiedono come fare affinchè il popolo abbia più potere, più controllo, più possibilità di partecipare alla vita amministrativa a cominciare dalla formazione delle liste. Questa proposta è un modo semplice ma efficacissimo per arrivare a questi risultati. Gli insulti, ovviamente anonimi, vanno ignorati perchè frutto di invidia mescolata a mancanza di argomenti. E non meritano risposta. La risposta migliore sta nel fatto che già ci sono tre persone (in meno di un giorno) che - di fatto - hanno aderito al progetto. Vuol dire che questa è la strada giusta da percorrere per Scalea. Io sono il quarto ad aderire, dopo Giuseppe G., l'amico di Giuseppe G. e l'anonimo delle 10.34.
    E' il momento giusto, dopo l'estate, per cominciare un nuovo percorso politico. Democratico, trasparente e pertecipativo. Complimenti Sandro! Lo dico col cuore e con l'affetto fraterno ma lo dico anche con vera cognizione di causa di chi davvero conosce un uomo brillante e che, sul campo, si è sudato e meritato tutti i successi che ha avuto nella vita. Primo fra i quali Francesco che tra 18 anni, speriamo, possa avere quantomeno la possibilità di scegliere se restare a Roma o vivere a Scalea. Il futuro di Francesco, e di tutti i bimibi come lui, dipende da noi tutti. E dalla nostra capacità di scegliere e selezionare la classe dirigente. Mauro Campilongo.

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  11. Sottoscrivo completamente l'analisi di Sandro Campilongo perchè anch'io sono convinto che la partecipazione attiva della cittadinanza alla scelta di una alternativa politica sia il metodo migliore. Infatti tutti potrebbero essere coinvolti in un esperimento innovativo. Debbo ricordare che verso la fine del 2007 in una riunione tra partiti ed associazioni proposi il sistema delle primarie che era già stato usato l'anno prima a Praia a Mare con molta fortuna perchè si presentarono due sole liste. Ciò naturalmente semplificò la scelta definitiva dei cittadini che già nella fase precedente avevano individuato il loro candidato più rappresentativo della base elettorale. Per quanto riguarda Scalea, invece, dopo l'entusiasmo inziale qualcuno si fece bene i conti e per timore di rimanere fuori dalle logiche di potere mandò tutto all'aria. Ma oggi, se la proposta di Campilongo viene raccolta dall'opinione pubblica si potrebbe sostenerla.
    Sandro Bergamo

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  12. .....tutto va bene, ma bastano poche cose normali, poche doti, serve correttezza, lealtà, capacità e volontà di rompere gli intrecci malavitosi, rispettare la legge, amare Scalea e .... candidati nuovi. Riccardo

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  13. caro Riccardo, prendo spunto dal tuo contributo per sottolineare che compito dell'associazione è proprio quello di sollecitare l'interesse sui temi concreti e selezionare i possibili interpreti delle soluzioni che si prospettano. i candidati che ne usciranno, nuovi o vecchi che siano, saranno quanto meno preparati e dotati di autonoma legittimazione popolare. per tranquillizzare il simpatico anonimo, io non ho mai avuto intenzione di candidarmi nè avrei alcun interesse a farlo, visto che penso che a Scalea ci siano già persone politicamente molto più brave di me. ciò non mi impedirà, se l'associazione avrà vita, di offrire un contributo tecnico e di idee, da modesto soldato che intende restituire a Scalea parte di ciò che ha avuto la fortuna di imparare.
    sandro campilongo

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  14. Conosco Sandro da quando ero bambino.non sono un suo fan ma voglio ricordare che "ai tempi del liceo" si diceva fosse il più bravo o uno dei più bravi! Così è stato poi nella vita ( a quanto pare)!
    Odio le persone che "gettando fango", offendono e affini ma li capisco, a Roma li chiamano "rosiconi".Mauro ha avuto il coraggio di "dissociarsi",forse in ritardo chissà ma importante è che l'abbia fatto (e tutti sappiamo da chi e da cosa)! A Scalea "tira un brutto vento", non aggiungo altro perché 1 parola è poco e 2 sono troppe ma stiamo correndo un sommo rischio e se non ci si impegna e se non si rinnova la "classe delle menti", la vedo dura! Alle scorse elezioni ci siamo resi per l'ennesima volta che il voto non è libero bensì vincolato a meccanismi tetri ma semplicissimi allo stesso tempo. Sul governo della città, credo tra poco, anzi pochissimo... non ci sarà più nessun commento da fare e mi dispiace per tanti professionisti che prestati alla politica fanno la loro peggiore figura!
    Occorre non un cambiamento, occorre una rivoluzione degli animi e di ogni schema, mentale e pratico!
    Vittorio Sgarbi è sindaco di Salemi, così quella cittadina ha svoltato... Scalea? Chi la salverà??
    Per quanto mi riguarda, sfiduciato e attonito, ritorno alla città in cui "risiedo" lasciandomi alle spalle l'amaro aroma di Scalea.
    Vorrei ricordare al popolo scaleota Neruda:
    "Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
    respirare.
    Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
    felicità".
    Siate forti!
    Giovanni

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  15. Ecco l'ennesimo sapientone! Diffidate da coloro che sono tutta forma e niente sostanza. Concordo con il primo commento: "è arrivato natu prufissur".

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  16. Sandro Campilongo è una persona di grande sensibilità e umanità, gentile, capace di far sentire anche gli altri importanti; un avvocato ed un docente attento, rigoroso, dotato di una grande capacità nel cogliere gli aspetti positivi ma anche quelli negativi nelle norme. Lo ricordo al Liceo come un ragazzo altruista che non pensava solo a se stesso ma anche agli altri. Insomma Sandro è una persona meravigliosa e preziosa; una rarità al giorno d’oggi incontrare persone così straordinarie!

    MacGyver

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  17. ragazzi non sciupiamo ciò che abbiamo di buono. Sandro C., come tanti altri ottimi ragazzi sta facendo una carriera importante e con il suo intervento ha dimostrato l'attaccamento disinteressato al nostro paese. se nepotrebbe fregare... chi glielo fa fare di prendersi insulti gratuiti ed anonimi e quindi senza valore alcuno. non facciamo anche di questo monnezza ... ne abbiamo ancora tanta per le strade di Scalea e al Comune.

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  18. cito:Anonimo ha detto...

    Ecco l'ennesimo sapientone! Diffidate da coloro che sono tutta forma e niente sostanza. Concordo con il primo commento: "è arrivato natu prufissur".(n.d.r)

    Ci vuole poco per capire che anche l'anonimo era nei macchinoni strombazzanti degli amici alla sfilata,il giorno in cui ricordo che la gente onesta di Scalea era affilita e scoraggiata,triste e preoccupata per il futuro della propria città!
    Caro anonimo,senza forma non c'è sostanza,proprio come è Scalea,informe,come dicono a Firenze na 'hacca!Tutto era profetizzato!Vi meritate quello che siete ;)

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  19. Ma c'era pure il fratello Mauro nel 2003 che votava a favore delle vendite al 70%???

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  20. Caro Sandro, i tuoi titoli ed il tuo ruolo lo avrai certamente sudato ma il tuo cognome purtroppo per te non solo non ti consente una patente di terzietà ma direi che è stato sputtanato...ringrazia tuo fratello di questo

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  21. Mi piacerebbe conoscere i cognomi di chi scrive queste stronzate, per verificare se davvero sono meno sputtanati del nostro. Comunque, quello che mi dispiace veramente è che oggetto del dibattito sia stata più la mia persona (e quella di mio fratello) che la mia proposta. Per fortuna che ci sono persone serie (tra cui importanti esponenti del Consiglio comunale) che hanno manifestato interesse per la sostanza della questione. Mi auguro che si passi dalle parole ai fatti, convinto come sono che tutti questi anonimi dileggiatori, vigliacchi come sono, scodinzoleranno di nuovo intorno al candidato sindaco che uscirà dalle primarie, visto che è quello che avrà maggiori probabilità di vittoria.
    Per parte mia, non parteciperò più a questo dibattito che mi sembra oramai sterile e spero di poter invece aderire presto ad una associazione alla quale si iscrivano le persone interessate a risolvere i problemi.
    Saluti a Scalea, quella sana e onesta, che non merita di sopportare oltre l'idiozia di pochi.
    sandro campilongo

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  22. Grande Sandro!
    Non arrabbiarti, la tua proposta è molto interessante e sicuramente sarà apprezzata da molti dei lettori di W Scalea, spero che si arrivi presto ad una associazione che guardi realmente agli interessi di Scalea.

    MacGyver

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  23. Fare le primarie non è mica una novità, anzi ricordo che tempo fa per eleggere il presidente della Pro Loco nel nostro Comune ci furono tanti acquisti ! ( Tessere ); mi dispiace, caro Sandro, ma la burrasca, i danni provocati da Mauro sono ancora presenti; serve gente seria e onesta, Scalea è la barzelletta dell'Alto Tirreno. Uno scaleoto

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  24. Scalea ha bisogno di facce nuove, persone pulite e operose.Per facce nuove si intende gente nuova e non riciclata e non in lista d'attesa...

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