
Di seguito pubblichiamo il manifesto alla cittadinanza realizzato dal Comitato "Scalea 2020"- Il nostro spazio è a disposizione di tutti, anche di chi volesse replicare alle argomentazioni contenute nel manifesto.
"E' facile parlare con chi ti dà ragione, democrazia è confronto con chi la pensa in maniera diversa da te"MANIFESTO APERTO ALLA CITTADINANZA - COMITATO CITTADINO SCALEA2020
Da sempre il rapporto tra chi detiene il potere e i cittadini si perpetua allo stesso modo. Quando non è possibile confrontarsi sul piano delle idee si punta dritto sulla persona. Anticamente per zittire i pensatori scomodi si usava lo strumento della pena di morte. Chi era portatore di idee forti veniva ucciso o costretto all'abiura tramite la tortura. Nei tempi moderni, essendo state abolite la pena di morte e la tortura e non esistendo più i reati di opinione, si usano altre metodologie: l'attacco personale. Noi del Comitato Cittadino Scalea2020 siamo pensatori scomodi perché prima di esprimere le nostre opinioni approfondiamo, studiamo, indaghiamo. Sulla questione del porto di Scalea ci siamo fatti un'idea diversa. Riteniamo che siano le nostre idee così forti, fondate su solide indagini e studi, ad essere l’oggetto vero e recondito dei pesanti, scorretti e infondati attacchi ricevuti.
L’unica manifesta libertà che questa nostra terra si consentiva di fronte alle decisioni del potere, buone o cattive che fossero, che trasformavano il nostro territorio, era quella del lamento postumo e della rassegnazione. Intorno alla questione del Porto di Scalea sta succedendo una cosa straordinaria.
Un gruppo di cittadini di ogni classe e provenienza politica, senza nessuna connotazione partitica, decide che è suo dovere farsi carico di un dibattito che interessa l’avvenire dell’intera comunità. Dopo aver per anni subito silente, si riunisce per discutere e approfondire. E chiede di poter parlare, di dialogare con il potere costituito per conoscere e capire le decisioni prese. Studia approfonditamente gli atti e cerca un confronto, innumerevoli volte, fin dall’inizio, con chi queste decisioni ha preso in nome di un’intera collettività. Forse quello che dà fastidio è che, proprio qui, in Calabria, le persone sono stanche del lamento postumo e decidono di esporsi, in prima persona, chiedendo di poter discutere.