(DANIMARCA)
lunedì 28 febbraio 2011
venerdì 25 febbraio 2011
LA FESTA SI FARA'
ITALIAITALIAITALIAITALIA
150 Esimo Anniversario dell’Unità d’Italia.
di Pandora
C'è stato un gran dire se rendere o no il 17 marzo festa nazionale.
Il dilemma si è incentrato su di un punto: far festa o lavorare (scuole comprese) ?
Alla fine sembra che la festa si farà a casa, fuori da ogni impegno, per lo meno per i lavoratori dipendenti e gli studenti, ma dopo aver preso questa decisione si è pensato a come commemorare la nascita della nostra Nazione?
Sicuramente un evento così importante va festeggiato con tutti gli onori del caso, noto con gran soddisfazione che le scuole già sono al lavoro per suggellare questo momento storico importante ed è proprio nelle generazioni più giovani che deve essere coltivato il senso di appartenenza ad una Nazione libera e unita.
Non meno importante sarà l'impegno delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni che, rappresentando lo Stato, avranno il compito di ricordare quante giovani vite sono andate perdute affinchè noi oggi potessimo festeggiare l' Italia “Una, Libera e Indipendente”.
giovedì 24 febbraio 2011
mercoledì 23 febbraio 2011
NUOVI STILI DI VITA
fonte bloglibriScrive Giannozzo Pucci nell’introduzione al numero de L’Ecologist italiano "L’energia del domani è antica come il mare" (libro 234 pag. 10,00 euro):
“L’inizio della discesa produttiva del petrolio impone alla società industriale avanzata, detta anche società dei consumi, di toccare per la prima volta una realtà, sull’eliminazione della quale questa società si è costruita: il limite.”
[...“Un’economia in continua crescita è stata resa possibile filosoficamente da un’idea di natura come variabile dipendente dalla cultura umana e materialmente dalla grande (per i più ricchi) disponibilità di petrolio. ...]
“L’inizio della discesa produttiva del petrolio impone alla società industriale avanzata, detta anche società dei consumi, di toccare per la prima volta una realtà, sull’eliminazione della quale questa società si è costruita: il limite.”
[...“Un’economia in continua crescita è stata resa possibile filosoficamente da un’idea di natura come variabile dipendente dalla cultura umana e materialmente dalla grande (per i più ricchi) disponibilità di petrolio. ...]
Solo passando a un’economia di riduzione dei bisogni dei paesi ricchi e a un’equa distribuzione dell’accesso alle materie prime e alla loro trasformazione da parte delle comunità locali si può vincere la fame. Ciò significa ridurre il nostro prodotto interno lordo, diminuire la dimensione dei mercati e sviluppare l’autoproduzione. È la tesi di questo volume: l’energia del domani sarà soprattutto quella solare autotrasformata a livello locale.
Resta un interrogativo: come si può essere più liberi avendo di meno?
Ci sono molti aspetti di questa verità paradossale, mi limito a uno. Gli esseri umani hanno una valigetta limitata di scelte. I giorni durano poche ore, la concentrazione che possiamo esprimere ha dei limiti, come le nostre conoscenze.
Negli anni ’50 in una casa italiana media c’erano meno di 800 oggetti, oggi siamo a più di 5000. Ogni oggetto esige la nostra attenzione e ci impone una serie di scelte. Con l’aumentare delle scelte si moltiplicano quelle meno importanti ma diminuisce lo spazio per le scelte fondamentali. A queste sempre più pensano istituzioni, gruppi finanziari e grandi imprese il cui principale scopo è massimizzare i profitti. Perciò possiamo scegliere fra molte marche ma non trovare un’auto che faccia più di 30 km al litro, possiamo scegliere fra molti modelli ma non abbiamo la libertà di scegliere una società in cui l’auto privata non è necessaria. Possiamo mandare l’assegno o un euro per via cellulare ai colpiti dallo tzunami ma non possiamo assistere i nostri genitori anziani.
Il rispetto dei limiti è necessario alla protezione del libero arbitrio, cioè a permettere che ciascuno usi le poche scelte della sua valigetta sui problemi fondamentali della vita. La distruzione dei confini forma un campo di battaglia dove vince sempre il più forte, che quasi mai è il più saggio e il più rispettoso dei deboli e delle qualità più alte dell’animo umano.”
È tempo di scelte più responsabili e nuovi stili di vita. L’ambiente che ci circonda ci condiziona e noi lo condizioniamo a nostra volta. I nostri gesti e le nostre scelte quotidiane hanno un impatto su ciò che ci circonda.
Resta un interrogativo: come si può essere più liberi avendo di meno?
Ci sono molti aspetti di questa verità paradossale, mi limito a uno. Gli esseri umani hanno una valigetta limitata di scelte. I giorni durano poche ore, la concentrazione che possiamo esprimere ha dei limiti, come le nostre conoscenze.
Negli anni ’50 in una casa italiana media c’erano meno di 800 oggetti, oggi siamo a più di 5000. Ogni oggetto esige la nostra attenzione e ci impone una serie di scelte. Con l’aumentare delle scelte si moltiplicano quelle meno importanti ma diminuisce lo spazio per le scelte fondamentali. A queste sempre più pensano istituzioni, gruppi finanziari e grandi imprese il cui principale scopo è massimizzare i profitti. Perciò possiamo scegliere fra molte marche ma non trovare un’auto che faccia più di 30 km al litro, possiamo scegliere fra molti modelli ma non abbiamo la libertà di scegliere una società in cui l’auto privata non è necessaria. Possiamo mandare l’assegno o un euro per via cellulare ai colpiti dallo tzunami ma non possiamo assistere i nostri genitori anziani.
Il rispetto dei limiti è necessario alla protezione del libero arbitrio, cioè a permettere che ciascuno usi le poche scelte della sua valigetta sui problemi fondamentali della vita. La distruzione dei confini forma un campo di battaglia dove vince sempre il più forte, che quasi mai è il più saggio e il più rispettoso dei deboli e delle qualità più alte dell’animo umano.”
È tempo di scelte più responsabili e nuovi stili di vita. L’ambiente che ci circonda ci condiziona e noi lo condizioniamo a nostra volta. I nostri gesti e le nostre scelte quotidiane hanno un impatto su ciò che ci circonda.
martedì 22 febbraio 2011
QUESTIONE DI SCELTE
Scorrendo le varie determine pubblicate sul sito del Comune di Scalea non si può non notare come uno dei maggiori problemi sia la gestione del contenzioso giudiziario. Significa che è tanta la spesa che nel complesso l’Ente deve affrontare per far fronte alle chiamate in causa.Decreti ingiuntivi, cause di lavoro, sanzioni varie, fanno, sommati fra loro, un bel gruzzoletto, in ordine di spesa.
Partiamo dal fatto che, come tutti ben sanno in questa epoca di recessione, il decreto ingiuntivo altro non è che un ordine impartito da un Giudice di pagare una certa somma. Tale ordine, per legge, è subordinato ad alcuni requisiti del credito che si assume di avere. Certezza, liquidità ed esigibilità. Vuol dire che la maggior parte delle volte si tratta di fatture non pagate a fornitori, servizi ecc. In pratica se fate un lavoro e il committente non vi paga, con la fattura e qualche altro semplice documento potrete ottenere un decreto ingiuntivo.
Perché vi diciamo tutto questo? E’ ovvio che un Ente incorre in centinaia di queste situazioni e non c’è da stupirsi.
Ciò che stupisce è piuttosto il fatto di deliberare di resistere in giudizio e quindi di opporsi ai vari decreti ingiuntivi e poi leggere la delibera di giunta n. 18 del 08/02/2011.
Con questa delibera si aggiornano gli importi di vendita dei terreni comunale che vengono venduti a prezzo ridotto del 50%. La cosa interessante però è scoprire è possibile accedere a questo vantaggio in maniera piuttosto semplice.
Dice la Giunta:” per poter accedere all’alienazione a prezzo ridotto del 50% occorre che gli interessati dimostrino il possesso del terreno ultraventennale e che gli stessi terreni siano oggetto di controversia per cause in corso o vinte in primo grado dall’occupante e rinunzia del Comune all’appello”.
Parliamo per esempi che è più facile.
Con questa delibera si aggiornano gli importi di vendita dei terreni comunale che vengono venduti a prezzo ridotto del 50%. La cosa interessante però è scoprire è possibile accedere a questo vantaggio in maniera piuttosto semplice.
Dice la Giunta:” per poter accedere all’alienazione a prezzo ridotto del 50% occorre che gli interessati dimostrino il possesso del terreno ultraventennale e che gli stessi terreni siano oggetto di controversia per cause in corso o vinte in primo grado dall’occupante e rinunzia del Comune all’appello”.
Parliamo per esempi che è più facile.
BUNGA BANCHE! ALTRO CHE GOSSIP
SI PREGA DI DARE LA MASSIMA DIFFUSIONE AL SEGUENTE COMUNICATONESSUNO NE PARLA
DECRETO MILLEPROROGHE – STRAVOLGE LA LEGGE E LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE E DANNEGGIA MILIONI DI CORRENTISTI
la modifica di legge, nascosta nel decreto farà fallire migliaia di aziende che hanno avviato cause nei confronti delle banche e che a seguito di questa “modifica” perderanno causa e denaro
(l'emendamento è a nome del senatore Azzolini Antonio, sindaco di Molfetta, fratello di Azzolini ex presidente della Banca Cattolica di Molfetta ( confluita in Antonveneta) attualmente nel cda di Banca Antonveneta attualmente MPS).
Il governo ha riproposto nel maxiemendamento al decreto milleproroghe, inserendo in maniera subdola un comma che stravolge l'ultima sentenza della Cassazione. La Cassazione con una propria sentenza (n. 24418 del 2/12/10) a Sezioni Unite, soltanto due mesi fa, aveva sancito definitivamente il diritto dei correntisti a farsi restituire tutte le somme illegittimamente addebitate dalle banche su conti correnti con la capitalizzazione trimestrale degli interessi. Consolidando così definitivamente (almeno così si riteneva) i principi favorevoli agli utenti dei servizi bancari vittime dell'anatocismo. La Suprema Corte di Cassazione infatti,
lunedì 21 febbraio 2011
IL FUTURO
dall'ultima puntata del programma settimanale la città del sole, ogni venerdì alle 18.10 circa su radio one.
gioco 4: la parola di oggi è BASE
gioco 4: la parola di oggi è BASE
sabato 19 febbraio 2011
venerdì 18 febbraio 2011
giovedì 17 febbraio 2011
W CARNEVALE
Dopo anni di torpore torna dirompente la voglia di carnevale!Erano anni che a Scalea questa festa veniva trascurata da tutti coloro che l'avrebbero resa “UN EVENTO” non solo per noi cittadini, ma anche per tutti i paesi limitrofi (fermo il fatto che alcune associazioni hanno portato avanti da sole diverse iniziative).
Il merito va sicuramente a tutte le associazioni presenti sul territorio, nate proprio per il riscatto della nostra amata terra, ma un particolare merito va dato anche all'amministrazione comunale (e qui va sottolineato l'aria fresca e nuova portata dai giovani assessori e consiglieri delegati) che stanno cercando tra le difficoltà che si incontrano quotidianamente, perchè solo chi non lavora non le incontra, di dare un contributo decisivo per la ripresa di tutte quelle attività utili allo sviluppo del territorio.
Ho apprezzato la conferenza stampa dei delegati del comune tenutasi nei giorni scorsi e la frase che più ha reso l'idea delle difficoltà che ci sono ma che non arrestano l'impegno per la ripresa della nostra cittadina, l'ha proferita il consigliere delegato alla cultura dott. Ferrara dicendo che è un inizio ma che negli anni avvenire si potranno raggiungere ben più alti obbiettivi (questo il senso), dando però a Cesare quel che è di Cesare, cioè merito alle associazioni che da anni si impegnano per ridare lustro a Scalea.
In questo clima più sereno e propositivo si riesce a sperare per un futuro prossimo migliore per tutti e si ha anche la certezza che tutte le aree che hanno bisogno di intervento( vedi spazi verdi attrezzati per i bambini, spiagge libere pulite,maggiore attenzione per il problema del randagismo, etc.) con i giusti tempi siano posti al vaglio e risolti per rendere Scalea una città sempre più turistica con l’obiettivo di essere sempre più vicini a realtà come la riviera Romagnola o Toscana o perchè no, la costiera Amalfitana!
Buon lavoro a tutti!
di Pandora
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