mercoledì 3 aprile 2013

INCONTRO

Locandina inviata da Raffele Papa-

Calabria, soldi pubblici per viaggi, tasse e Gratta e Vinci: 10 consiglieri indagati - Il Fatto Quotidiano

Calabria, soldi pubblici per viaggi, tasse e Gratta e Vinci: 10 consiglieri indagati - Il Fatto Quotidiano

giovedì 28 marzo 2013

LIBERTÀ D'INFORMAZIONE


fonte: www.giornalistiminacciati.it 
L’Italia è uno stato democratico e come tale garantisce i diritti umani fondamentali. Tra questi la libertà di informazione. Ma quanto si può definire libera l’informazione in un Paese dove praticamente ogni giorno un giornalista viene minacciato perché prova a fare il suo lavoro? Dove affonda le radici un dato così allarmante, e quali sono le sue dimensioni effettive? In Italia esiste senza dubbio il pluralismo dell’informazione, ma la sua libertà è davvero garantita?

Molti dei 324 giornalisti minacciati nel solo 2012 sono giovani, precari, forzatamente indipendenti. Un sistema che non è in grado di tutelare professionalmente i giornalisti non può certo tutelarne l’incolumità, a fronte di intimidazioni usate anche come strumento di censura preventiva.

Ma la luce del sole può agire da disinfettante per questa piaga dell’informazione, favorendo una risposta consapevole e collettiva a intimidazioni che piovono tanto sotto forma di lettera minatoria per mano di sgherri locali, quanto sotto forma di querela a firma di rispettabili avvocati. E in più aggressioni, incendi, danneggiamenti.

Una risposta, dunque, che richiede la presa di coscienza e l’intervento deciso di tutti gli attori responsabili, non sempre all’altezza di ruoli e aspettative: dalle istituzioni giornalistiche a quelle dello stato, dalla politica alla società civile, passando per gli stessi operatori dell’informazione. 

Il fenomeno dei giornalisti minacciati è da anni attentamente monitorato dall’osservatorio Ossigeno per l’Informazione, che nei suoi rapporti annuali ha efficacemente tratteggiato i contorni di un quadro dai molti lati oscuri, insidioso, complesso, ignorato. Un iceberg la cui parte sommersa è difficile definire, “perché una delle finalità di chi intimidisce i giornalisti è proprio quella di nascondere all’opinione pubblica queste violenze e questi abusi, che perderebbero efficacia se fossero conosciuti”.

Storie di Giornalisti Minacciati è il tentativo di dare maggior voce al lavoro di Ossigeno, scattando una fotografia in movimento del fenomeno, e diffondendola attraverso una narrazione che fa dell’elemento partecipativo la sua naturale sintassi. 
Naviga l'inchiesta.

martedì 26 marzo 2013

ACQUA PUBBLICA- I PROFITTI IN BOLLETTA NON VANNO PAGATI

Nonostante il referendum del 2011 l'acuqa pubblica viene ancora gestita da società private che in bolletta continuano a chiede aggi. Ebbene tali profitti non sono dovuti:


"Il Tar della Toscana accoglie il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua: le tariffe presentate dai gestori dopo il referendum sono illegittime.
di Comitato Acqua Bene Comune - 22 Marzo 2013
Il Tar toscano  ribadisce “fuori i profitti dall'acqua”Il Tar della Toscana accoglie il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua: le tariffe presentate dai gestori dopo il referendum sono illegittime in quanto comprendono ancora la “remunerazione del capitale investito” abolita dal referendum del 12 e 13 giugno 2011.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha sempre sostenuto l'illegittimità delle bollette post referendarie, al punto di dare vita alla Campagna di Obbedienza Civile, con la quale i cittadini si sono autoridotti le bollette “obbedendo” agli esiti referendari. Ora il Tar della Toscana conferma pienamente quella impostazione, scrivendo nella sentenza che “il criterio della remunerazione del capitale (...) essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente travolto dalla volontà popolare abrogatrice...”.

Una sentenza quindi destinata a travolgere chi sull'acqua intende continuare a fare profitti, ignorando e tentando di aggirare la volontà popolare, anche attraverso atti amministrativi come la truffa di capodanno dell'AEEG che tenta di reinserire nel nuovo metodo tariffario la remunerazione celata sotto altro nome.


Una sentenza che conferisce un'ulteriore slancio a quel processo di ripubblicizzazione dell'acqua che è in marcia in molte città italiane: il Tar toscano oggi ribadisce “fuori i profitti dall'acqua”, il Forum rilancia “fuori l'acqua dal mercato, verso la completa ripubblicizzazione”"

mercoledì 20 marzo 2013

SE UNA TARGA NON BASTA

di raffaele papa


"Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il Presidente della Commissione Regionale contro il fenomeno della mafia On. Salvatore Magarò.
Persona disponibile al dialogo, confronto ed ascolto anche delle critiche che gli abbiamo rivolto non solo per la politica regionale che rappresenta ma in particolare per alcune sue iniziative.
In primis quella delle targhe “Qui la ndrangheta non entra”.
Iniziativa lodevole ma che non può essere fine a se stessa ed a cui è necessario dare consequenzialità nella concretezza.
Sono diversi gli enti pubblici che hanno aderito alla iniziativa ponendo agli ingressi e quindi al di fuori della relativa struttura la targa riportante l’impegnativa dichiarazione, ma all’interno come vanno le cose?
Registriamo in generale atteggiamenti di prevaricazione, malcelati ricatti, latenti minacce, subdoli condizionamenti ed una continua politica del “compare” o “amico dell’amico”.
Alcune strutture della Pubblica Amministrazione ed Enti Locali Territoriali li ritroviamo avvolti da una nube burocratica i cui atti spesso non rispondono ad alcuno.
I semplici cittadini ed anche coloro i quali riescono a leggere “nelle carte” si scontrano con l’impossibilità di opporsi o far rettificare provvedimenti che non raramente più che tutelare gli amministrati difendono gli amministratori e pochi altri.
Esempi concreti ne sono alcune determinazioni che mettono nero su bianco decisioni discutibili formalmente e sostanzialmente o che affidano incarichi, forniture e servizi anche fino ad importi di €.40.000,00 con assoluta discrezione che pur legittimati nella forma diventano esempio di parzialità perché ripetitivi nei beneficiari.
La poca trasparenza alberga allegramente in tanti luoghi pubblici e non fa alcuna differenza se all’ingresso degli stessi ci sia o no la prestigiosa targhetta con la scritta “Qui la ndrangheta non entra”.
Ma guai a proferir parola, diventi un nemico da denigrare e diffamare specie se il campo oltre che dall’arroganza è ben concimato dall’insolenza ed ignoranza.
Presidente Magarò, oltre alle cerimonie si deve fare di più, è necessario superare la quasi naturale predisposizione omertosa di tanti ma anche vincere quella odiosa mentalità di chi si impossessa e fa padrone di gestioni che appartengono alla collettività.
I Comuni con la targa incomincino a dare l’esempio."

lunedì 18 marzo 2013

SCALEA E IL MARE


Anche quest’anno, se il tempo si deciderà a concederci una tregua, potremo godere dell'aria primaverile gustata lungo i vari percorsi che costeggiano il nostro mare meraviglioso e successivamente inizieremo ad andare al mare.

Noi siamo fortunati, lo abbiamo sempre lì, sotto i nostri occhi e ne possiamo sempre sentire il profumo, goderne la vista. Si sente spesso dire : “ non abbiamo lavoro, non ci sono opportunità, ma abbiamo il mare ! “.

Tra breve, oltre che alla tanto sospirata primavera, arriveranno anche le festività Pasquali che ogni anno portano numerosi turisti ma siamo pronti ad accoglierli?

Provvederemo a sistemare spiagge, giardini pubblici e quant'altro serva a catalogarci con fierezza tra le mete turistiche più frequentate?

Sicuramente il tempo dovrà migliorare per potere intervenire sul territorio, ma è indispensabile che i servizi e la pulizia ( acqua erogata e spazzatura) siano un impegno da non disattendere perchè le vacanze di Pasqua sono spesso la pubblicità per la stagione turistica e, vista la crisi profonda in cui versa la nostra cittadina, non possiamo permetterci di perdere le risorse estive che per molti rappresentano il sostentamento dell’intero anno.

Auspichiamo che l'Assessorato all'ambiente si mobiliti alla bonifica per tempo delle nostre spiagge, alla posa dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti direttamente sul litorale laddove manchino, all'individuazione di aree libere adeguatamente segnalate e pulite.

Si auspica inoltre che gli organi di vigilanza facciano servizio anche sul litorale per far rispettare le regole da parte di chi usufruisce del luogo visto che molte volte si sistemano le cose ma l'inciviltà delle persone rende tutto inutile.

Sarebbe interessante una sinergia tra associazioni, Ente comunale e forze dell' ordine per una sorveglianza del territorio e tutela dello stesso proprio perchè è il patrimonio dell'intera cittadinanza quindi è interesse di tutti che venga rispettato.

mercoledì 13 marzo 2013

LA CITTA' DELLA SCIENZA

Di Cristiana Covelli
Il rogo che ha distrutto la città della scienza ha bruciato non solo reperti storici e naturali importanti ma, aggiungerei soprattutto, ha incendiato le coscienze civili di tutti gli onesti cittadini che credono fermamente nell' importanza della cultura ed erano tantissimi gli studenti da tutti i luoghi del sud Italia che affollavano la struttura tutti i giorni.
Ho visto lo sconforto sui visi di studenti che l'avevano visitato e dispiacere in quelli che avrebbero dovuto andarci nelle prossime gite didattiche.
Il sospiro di sollievo viene dalla certezza che le persone civili sono più degli incivili e sicuramente,
attraverso la raccolta fondi a favore della ricostruzione, grazie anche agli aiuti che ci sono stati promessi
dall' Europa, sarà ricostruita e sarà di nuovo fiore all'occhiello di Napoli ma anche di tutto il meridione,
Ho sempre pensato che sono queste le strutture che danno speranza nel futuro, che danno lavoro e che dovrebbero essere presenti su tutto il territorio italiano in maniera massiccia.
Molte volte ho proposto progetti di valorizzazione del territorio come :- un museo del mare con riproduzione della fauna e flora presenti nel nostro territorio; - un museo con costumi e arnesi tradizionali; - un itinerario turistico con visita presso siti storici del territorio e così via .
Tutte queste idee sono interessanti ma hanno bisogno di luoghi adatti, personale e fondi che andrebbero reperiti in fondi europei o comunque da enti preposti ma immaginate se a Scalea esistesse tutto questo, se avessimo l'occasione di portare turisti tutti i giorni e tutto l'anno!
Per tutto ciò che rappresenta la città della scienza di Napoli mi auguro che venga presto ricostruita e che le risate e il chiacchiericcio degli studenti possa presto tornare a riempire i corridoi e i laboratori di una stuttura che sarà simbolo di civiltà oltre che di cultura.